Guest post: Amiens by OP

Non contenta di

pausa pipì

Dicevo, non contenta di un solo post sulla minifuga a Parigi (che in realtà è stata una minifuga per me, un mese di viaggio-studio per l’OP), e nell’attesa che si sviluppino le foto dell’ultima minifuga a Venezia (che non si svilupperanno, evidentemente, finché non le porto a sviluppare), ho deciso di farne quattro, con ben due guest post con foto non mie, cosa mai vista sul blog; MA, siccome l’OP sta diventando proprio bravo con le fotine, ritengo che si meriti uno spazio qui nello Zoo; in più, ha trovato il tempo di fare un saltino ad Amiens. Quindi ecco le foto. Read more

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Comare Uno, Comare Due, invasione delle piante e altre amenità

Scrivo con il sole negli occhi perché si sa che il sole bacia i belli e acceca quelli che scrivono in un salotto esposto a ovest alle sette di sera.

Sono già le sette di sera?

Che palle.

Comunque.

Qualche giorno fa ero in possesso della macchina fotografica dell’OP, che ha uno zoom fenomenale, e così sono riuscita a paparazzare le Comari. Le Comari sono due grassi gatti che abitano nel palazzo di fronte e che tutte le mattine escono e conversano tra loro, con funamboliche prodezze sui cornicioni delle rispettive terrazze; immagino che sparlino del vicinato, da brave comari. Chissà cosa comareggiano di me. Ad ogni modo, sono facili da vedere ma meno facili da fotografare, dunque quelle che sto per postare sono rare e preziose immagini, che vi cuccherete in attesa di quelle di Parigi – perché, che ci si creda o no, non ho ancora avuto tempo di andare a ritirare i miei rullini sviluppati.

Ci sono molte storie raccontate se poggiate il maus sopra le foto, quindi poggiate il maus sopra le foto.

Questa è Comare Due.

Questa è Comare Uno (i numeri non indicano un grado gerarchico, indicano semplicemente che le due terrazze in cui abitano sono una a fianco all'altra e conseguentemente li ho nominati da sinistra a destra).

Contestualizzazione di Comare Uno, giusto per farvi capire che questi due gatti sono pazzi.

Nuovi fiori della mia terrazza (vi avverto: la mia terrazza sta degenerando).

Sole negli occhi.

Me a colazione, senza sole negli occhi perché al mattino sole diretto non ce n'è.

Bagnetto delle piante. Chiaramente, anche la situazione in casa, non solo quella della terrazza, mi sta sfuggendo di mano.

Non aiuta l'OP che mi regala semi di girasole, come se fosse una pianta adatta a una terrazza di 1m x 50cm ("Ma sono i tuoi fiori preferiti! Li ho visti, non potevo non regalarteli!") (li ho già piantati), e che mi dice che le piante nel mio bagno stanno proprio bene e dovrei mettercele in pianta stabile (non so se avete notato l'arguto giuoco di parole).

Situazione del bagno la settimana scorsa, quando è venuta una grandinata che pareva che stessero prendendo a cannonate il tetto di casa e che per giunta ha tentato di ammaccarmi tutte le piante, prontamente portate in casa subito subitissimo.

Ah, già, buon 25 Aprile a tutti!

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Minigita a MdF

Non è American Bar da Ceppo e non è Madonna dei Fornelli, se non c'è una Tassoni.

Io e i miei siamo andati in minigita a MdF [N.d.R. Madonna dei Fornelli; qualora non lo sapeste, sì, esiste davvero un posto chiamato “Madonna dei Fornelli”], per sbrigare alcune faccende funerarie e da quella via fare un salto al cimitero a salutare nonno e bisnonni, e a giocare una partita di calciobalilla all’American Bar da Ceppo. Perché sì, esiste un American Bar da Ceppo. È uno dei posti migliori di tutto l’Appennino tosco-emiliano, andate a fare un salto, se non mi credete. Non metto l’indirizzo, perché, com’è possibile immaginare, non è che ci siano tante strade a MdF in cui possa stare un American Bar da Ceppo.

P.S. Io mi sono difesa bene, mia mamma un po’ meno, ma mio padre è imbattibile a calcetto. Poggiate il maus sulle foto se volete sapere cosa c’è dietro.

P.P.S. Le foto sono tutte leggermente sfocate: Colette, a.k.a. la Cicciona, aveva un serio bisogno di pulirsi il sensore. Se avessi scattato foto con un’apertura di diaframma minore di questa, avreste visto molte foto a pois. La Cicciona è ora in un centro benessere a farsi pulire. E io ho esagerato con la parola “foto” in questo paragrafo.

Non so cosa c'è dietro.

Non so cosa ci sia dietro, né chi abbia deciso di mettere dei peluche su una tomba... ma quel qualcuno mi piace.

Bisnonno.

Bisnonna (che ha fatto tutti i suoi figli uguali a lei).

Mio nonno, proprio bello.

Non so chi siano i signori nella tomba, mi piacevano i loro fiori però.

Visto?

Décor mountain-shabby-chic (ho omesso la foto con su scritto "Viva la figa" e il disegno di un pene, perché sono venute sfocate. Peccato, perché con il décor trovo che stiano molto bene).

Idem.

Mia mamma mentre legge il giornale a mio padre, che era ovviamente senza occhiali.

American décor da Ceppo.

Si spiega da sola.

Mia mamma, che sorride nonostante abbia perso tre volte di seguito, e mio padre, che sorride perché ha vinto tre volte di seguito. È tutto fuori fuoco, ma non me ne frega nulla.

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Post pre-primaverile

Sembra che la primavera stia arrivando. Bene.

Quindi sono andata in libreria e ho speso troppo, perché, come mi ha sempre detto mia mamma, i soldi spesi per i libri sono sempre soldi spesi bene, e il commesso della mia libreria preferita appena ha visto che stavo per abbandonare il libro da 25€ che avevo inizialmente deciso di portare alla cassa mi ha intimato “Quello è uno dei libri più belli che io abbia letto negli ultimi due anni, guai a te se lo metti giù”, e così mi è toccato prenderlo, insieme a quello che avevo già ordinato [inserisci qui senso di colpa per aver speso troppo]. Però è un libro grosso, e so che le dimensioni non contano, specie con i libri, però sono 496 pagine e un premio Pulitzer che un po’ mi giustificano.

Comunque ho fatto un paio di foto.

E una cheesecake, oggi ho fatto una cheesecake. Se è bella da vedere e buona da mangiare domani magari posto qualche foto anche di quella. Non è in effetti detto a. perché si tratta di una mia prova culinaria e come tale ha il 75% di possibilità di venire una schifezza b. perché la ricetta che ho usato a quanto pare ha tutte le dosi sbagliate, e così è venuta una cheesecake che sarà 10% cheese e 90% cake, a proposito del mio 75% di pericolo di cucina sminchiata dietro l’angolo; per scongiurare il pericolo di fare una torta tutta base e niente ripieno (peraltro, un ripieno troppo liquido a causa dell’eccessiva dose di limone prevista rispetto al formaggio – senza lattosio), ho dovuto inventarmi parte della ricetta, e possiamo immaginare quanto ciò possa essere rishioso c. come saggiamente dice l’OP, sono e rimango una Pastiçao.

Dovrebbe essere pronta, quindi vado ad assaggiare.

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