Brontolamenti + le foto di Parigi che non vedevo l’ora di postare

Orben bene. Mentre l’OP passa le sue giornate a Parigi, io a Bologna mi rendo conto che sono indietro con i post di Parigi e Venezia – ah! il colmo: avere una marea di foto da postare ma non postarle, frustrante quasi quanto non postare niente perché non ho niente da postare – e quindi, siccome fuori è caldo ed è una bella giornata con una bella arietta, e oggi al lavoro faccio il pomeriggio – condizione altrettanto frustrante ed odiosa perché se non comincio a lavorare subito al mattino mi sento già in modalità vacanza e dopo uscire di casa è un dramma – posto. Read more

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Parigi, riflessioni molto riflettenti e nuovi complotti di coccinelle

Dunque. Questo è il terzo post della serie di Parigi, è il penultimo, poi c’è l’ultimo e poi basta, perché mi rendo conto che per quattro giorni a Parigi quattro post sono un po’ tantini. Però a mia discolpa non le ho fatte tutte io. E giusto perché si sappia, giuro che quelle di Venezia staranno in un unico post, perché ho usato un solo rullino e ho fatto solo qualche foto con la digitale perché… ho fatto un video! DAN DAN DAN DAAAAANNNNNN!

Ho provato a fare un video perché ammetto che ultimamente mi sono sentita poco ispirata con le foto, non so se è per via della stanchezza e/o dello stress, ma faccio un po’ fatica a trovare delle cose che mi entusiasmi fotografare. Una volta, quando ero giovane, prestante e narcisista e quando la rete era ancora un luogo semi-amichevole che non ti rendeva famoso ma ti permetteva di mostrare i tuoi progressi al mondo e quando ero una persona che oggi si considererebbe “social” perché avevo circa 500 follower su Flickr – che per un social non-social come Flickr era già parecchio, alla facciaccia di Selena Gomez e dei suoi 121 milioni di follower su Instagram – facevo principalmente autoritratti. Poi ho smesso di fare principalmente autoritratti nel momento in cui gli autoritratti hanno cominciato a chiamarsi selfie. O selphie, come scrive Thelma.

Shoutout a Thelma, a proposito, che ha aperto un suo blog! Qui link, così il mio poco folto ma assai di qualità seguito, costituito da ben otto seguaci, ossia Thelma stessa, la Scricci, l’OP, Laura, Violetta, Speradisole, Giulia e Arianna, potrà andare a dare un occhio. E se ci sono alcuni personaggi che girano qui intorno ma sono silenti, fatevi vivi!

Pausa perché è entrata una coccinella e devo controllare che non stia installando anche in questa casa una sede per la CCCAM – Coalizione Coccinellica per la Conquista Armata del Mondo [N.d.R. Per coloro che stessero pensando che la persona che scrive questo blog abbia delle serie turbe mentali, invitiamo a leggere i vecchi post riguardanti l’inconfutabile Tesi sul Complotto delle Coccinelle qui e qui]. Read more

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Guest post: Amiens by OP

Non contenta di

pausa pipì

Dicevo, non contenta di un solo post sulla minifuga a Parigi (che in realtà è stata una minifuga per me, un mese di viaggio-studio per l’OP), e nell’attesa che si sviluppino le foto dell’ultima minifuga a Venezia (che non si svilupperanno, evidentemente, finché non le porto a sviluppare), ho deciso di farne quattro, con ben due guest post con foto non mie, cosa mai vista sul blog; MA, siccome l’OP sta diventando proprio bravo con le fotine, ritengo che si meriti uno spazio qui nello Zoo; in più, ha trovato il tempo di fare un saltino ad Amiens. Quindi ecco le foto. Read more

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Comare Uno, Comare Due, invasione delle piante e altre amenità

Scrivo con il sole negli occhi perché si sa che il sole bacia i belli e acceca quelli che scrivono in un salotto esposto a ovest alle sette di sera.

Sono già le sette di sera?

Che palle.

Comunque.

Qualche giorno fa ero in possesso della macchina fotografica dell’OP, che ha uno zoom fenomenale, e così sono riuscita a paparazzare le Comari. Le Comari sono due grassi gatti che abitano nel palazzo di fronte e che tutte le mattine escono e conversano tra loro, con funamboliche prodezze sui cornicioni delle rispettive terrazze; immagino che sparlino del vicinato, da brave comari. Chissà cosa comareggiano di me. Ad ogni modo, sono facili da vedere ma meno facili da fotografare, dunque quelle che sto per postare sono rare e preziose immagini, che vi cuccherete in attesa di quelle di Parigi – perché, che ci si creda o no, non ho ancora avuto tempo di andare a ritirare i miei rullini sviluppati.

Ci sono molte storie raccontate se poggiate il maus sopra le foto, quindi poggiate il maus sopra le foto.

Questa è Comare Due.

Questa è Comare Uno (i numeri non indicano un grado gerarchico, indicano semplicemente che le due terrazze in cui abitano sono una a fianco all'altra e conseguentemente li ho nominati da sinistra a destra).

Contestualizzazione di Comare Uno, giusto per farvi capire che questi due gatti sono pazzi.

Nuovi fiori della mia terrazza (vi avverto: la mia terrazza sta degenerando).

Sole negli occhi.

Me a colazione, senza sole negli occhi perché al mattino sole diretto non ce n'è.

Bagnetto delle piante. Chiaramente, anche la situazione in casa, non solo quella della terrazza, mi sta sfuggendo di mano.

Non aiuta l'OP che mi regala semi di girasole, come se fosse una pianta adatta a una terrazza di 1m x 50cm ("Ma sono i tuoi fiori preferiti! Li ho visti, non potevo non regalarteli!") (li ho già piantati), e che mi dice che le piante nel mio bagno stanno proprio bene e dovrei mettercele in pianta stabile (non so se avete notato l'arguto giuoco di parole).

Situazione del bagno la settimana scorsa, quando è venuta una grandinata che pareva che stessero prendendo a cannonate il tetto di casa e che per giunta ha tentato di ammaccarmi tutte le piante, prontamente portate in casa subito subitissimo.

Ah, già, buon 25 Aprile a tutti!

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