Post pre-primaverile

Sembra che la primavera stia arrivando. Bene.

Quindi sono andata in libreria e ho speso troppo, perché, come mi ha sempre detto mia mamma, i soldi spesi per i libri sono sempre soldi spesi bene, e il commesso della mia libreria preferita appena ha visto che stavo per abbandonare il libro da 25€ che avevo inizialmente deciso di portare alla cassa mi ha intimato “Quello è uno dei libri più belli che io abbia letto negli ultimi due anni, guai a te se lo metti giù”, e così mi è toccato prenderlo, insieme a quello che avevo già ordinato [inserisci qui senso di colpa per aver speso troppo]. Però è un libro grosso, e so che le dimensioni non contano, specie con i libri, però sono 496 pagine e un premio Pulitzer che un po’ mi giustificano.

Comunque ho fatto un paio di foto.

E una cheesecake, oggi ho fatto una cheesecake. Se è bella da vedere e buona da mangiare domani magari posto qualche foto anche di quella. Non è in effetti detto a. perché si tratta di una mia prova culinaria e come tale ha il 75% di possibilità di venire una schifezza b. perché la ricetta che ho usato a quanto pare ha tutte le dosi sbagliate, e così è venuta una cheesecake che sarà 10% cheese e 90% cake, a proposito del mio 75% di pericolo di cucina sminchiata dietro l’angolo; per scongiurare il pericolo di fare una torta tutta base e niente ripieno (peraltro, un ripieno troppo liquido a causa dell’eccessiva dose di limone prevista rispetto al formaggio – senza lattosio), ho dovuto inventarmi parte della ricetta, e possiamo immaginare quanto ciò possa essere rishioso c. come saggiamente dice l’OP, sono e rimango una Pastiçao.

Dovrebbe essere pronta, quindi vado ad assaggiare.

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Storie di ordinaria malattia

Sfilza di cose che provano la mia malattia.

Continuo a scrivere dal mio letto di dolore perché con una tonsillite non è che ci sia molto altro da fare. Ho anche fatto foto dalla mia casa di dolore, così cominciamo a far intravedere com’è venuta dopo la ristrutturazione. Niente servizio fancy, perché il cavalletto è in ufficio e al momento non sono proprio così in forma da fare un servizio fancy, quindi quello dovrà aspettare. Però qualche dettaglio c’è. Maus sulle foto.

Adorabile piantina che la Scricci mi ha regalato, i cui fiori poppano anziché sbocciare. Mi ha regalato anche un'altra pianta ma ve la faccio vedere in un altro post.

Non è carina? Anziché sbocciare, questi fiori poppano, come i pop corn.

Mia mamma, che ha deciso di viziarmi, mi ha regalato anche un mazzo di garofani bianchi. So che tutti pensano che i garofani siano fiori da funerale, ma a me piacciono moltissimo.

Deliziosi.

Macchinina Burago di 500 Abarth che ho preso una vita fa e che ora ha finalmente il suo posto sopra al frigo.

Questa è una storia interessante che forse non tutti sanno. Poiché la mia macchina fotografica digitale comincia ad avere i suoi anni e non è proprio l’ultimo modello di Canon, non è iper leggera come le macchine del giorno d’oggi, e per questo, molti anni fa, nonostante il suo nome sia ufficialmente Colette, è stata risoprannominata dall’OP “La Cicciona”. Quando le ha dato questo nome non poteva supporre però quanto realmente calzante sarebbe risultato. Non lo poteva supporre… fino al momento in cui la Cicciona ha cominciato a nutrirsi. È successo svariate volte, ma poiché dopo essersi nutrita digerisce abbastanza velocemente ciò di cui si è cibata, questa è in effetti la prima volta che riesco a documentare l’evento.

Credevate che quello fosse un moscerino che si libra nel cielo azzurro? No. È un moscerino divorato dalla mia macchina fotografica che non è ancora stato digerito.

Ora. L’unica mia spiegazione è che sia nel mirino. Non può essere nell’obiettivo, perché sta lì a prescindere da quello che uso. Non può essere nel sensore, al contrario di quella orrenda patacca in basso al centro, altrimenti ogni foto che faccio avrebbe un moscerino stecchito in un angolo – come infatti è il caso dell’orrenda patacca in bassa al centro. Non risulta nell’LCD. Quindi, deve essere per forza nel mirino. Chissà come funziona il processo di digestione.

PS. Un applauso alla signora del piano di sopra che finalmente si è fatta valere e ha obbligato il figlio a salire le scale da solo. Piangendo per tutte le rampe, ma da solo.

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Cose magiche succedono quando piove con il sole

Finto effetto Orton, vero effetto appanamento di lente.

Pare che quando piove a ciel sereno ci sia tutta una serie di strani fenomeni che accadono, che potete leggere sulla pratica pagina di Wikipedia (pratica pagina di Wikipedia) e che in genere riguardano le nozze di varie bestie. Io dalla nonna Angela ho sempre sentito dire che quando piove con il sole le streghe ballano. Qualsiasi cosa succeda quando piove con il sole, è il mio fenomeno atmosferico preferito. Succedono cose magiche quando piove a ciel sereno: sbucano gli arcobaleni, trovo le pentole d’oro sotto gli arcobaleni (vedi post precedente), la luce è la più bella di sempre, la pioggia non mi fa incazzare, e mi viene voglia di fare un giretto intorno a casa mia, scoprendo una via misteriosa uscita dalle favole [N.d.R. No, sul serio: la chiameremo Via delle Favole] di cui non conoscevo l’esistenza, pur avendo vissuto in questa zona per 28 anni.

Visto? Cose magiche succedono quando piove con il sole. Read more

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