Storie di macchine e prostitute pelose

Quest’estate ho comprato la macchina fotografica nuova e mi sono resa conto di non averne mai postato la presentazione. Si chiama George. È il fidanzato di Colette. Metto alcune foto random fatte quest’estate. L’obiettivo non era un granché, anzi, faceva abbastanza schifo, ma quelli buoni li avevo rotti.

Tutti.

Sono andati in riparazione, e arrivati a vacanze finite. Sigh.

Intanto, se poggiate il maus sulle foto, come sempre scoprirete chi c’è nelle foto. E scoprirete anche la triste storia della ragazza che voleva fare una foto ma che venne scambiata per una potenziale delinquente.

Ma prima, breve storia della Puzzona ritratta nelle prime foto. È la gatta che Tata e la Malata Immaginaria hanno adottato due anni fa, perché l’allevamento del quale faceva parte, una volta raggiunti i 10 anni, non poteva più farle fare cucciolate e volevano sbarazzarsene cercavano una nuova casa più adatta a lei. Così è stata fortunatamente adottata e adesso sta al Pensionato [N.d.R. Casa di Tata] in cui viene coccolata fino alla morte e nel quale ha preso il suo nuovo, più consono nome (che non viene mai utilizzato – nemmeno da me, che gliel’ho dato – in favore di numerosi altri appellativi: Puzzona, Pelona, Grassona, Prostituta di Coccole, Scoiattolo Obeso [N.d.R. A proposito di scoiattoli: per ben due sere mia nonna ha ricevuto visite da parte di due scoiattoli, che le hanno svuotato il bidone della spazzatura, lasciato in giro tutti i barattoli di ricotta vuoti, mangiato un asciugamano e fatto la cacca sul divano], Cicciona Pelosona, Lardona Impenitente, Bombolona, Puttanella, Rotolone, Miss Alito di Tonno e così via). L’abbiamo chiamata Gilda, ufficialmente per questo motivo:In realtà per questo motivo:

So che è strano dare a un gatto il nome di un cane, ma il cane si chiama così in onore del motivo ufficiale, quindi siamo in ordine. Ad ogni modo, in quanto gatto con peligrì, aveva prima un nome assolutamente ridicolo, come tutti i gatti da concorso, tipo Shigeru Von Ambergarten o Cyrius Des Elefes Bleues o Hstindra Hypnos (veri nomi dei suoi compagni di allevamento). Si chiamava qualcosa tipo Dr. Elvegarde’s Amaranthe; non sono sicura di tutta la prima parte, sfortunamente ancora segnata sul suo libretto sanitario, ma sono sicura di Amaranthe. Pronunciato così come si scrive, non alla francese. Ad ogni modo, la Puzzona non ha per niente la faccia da Amaranthe. Amaranthe è una che se la tira sicuro. Invece lei non se la tira per niente. Anzi, la dà a tutti, da vera prostituta di coccole quale è.

Questa è la Puzzona, sciolta sul pavimento del bagno. È la gatta di Tata e della Malata Immaginaria. È una puzzona, da qui il nome Puzzona.

Puzzona che mi guarda con sguardo intenso tipico di chi si sta stancando perché viene fotografato ma non riceve coccole in cambio.

Foto fatta col cellulare che mostra una delle principali occupazioni della Puzzona.

Altra foto fatta col cellulare che mostra un'altra occupazione principale della Puzzona, ossia sciogliersi.

Pesce perché il mercato del pesce è sempre in tono.

Un nome, un bar, un uomo. Che non so chi sia.

Porta sconvolta.

Terrazza che mi piaceva.

Fiore bello.

Banano che ha visto giorni migliori ma che mi piaceva ugualmente.

Muro di palazzo. Una signora abitante del palazzo mi ha fatto il terzo grado quando mi ha vista fotografare il palazzo come se fossi una spia del KGB, e ha persino voluto controllare le foto che avevo fatto. E CHE ORA SPIATTELLO ONLINE. MUAAHHAHAHAHAHHAHAHAHAHAHHAHAHAHAHAHHAHAHAHHAHAHHA.

Se prestate attenzione vedrete che non mi ero depilata le gambe.

Casa che mi piace.

Se non ci sono palme, che post è?

Quando avrò imparato l’arte della sintesi fotografica e non dovrò più pubblicare dodici post per un viaggio di quattro giorni, pubblicherò le foto fatte a Trieste e in Slovenia.

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