Buondì è una pentola d’oro

Ponti.

Yeeee! Domani è il compleanno di mia mamma, e dal momento che pare che io e i miei genitori siamo gli spacciatori di Omega3 dell’OP, abbiamo pensato di dargli un po’ di HDL. Così siamo andati a Comacchio e l’abbiamo rimpinzato di anguilla. È andato tutto bene, tranne quando tutto il ristorante ha cantato a squarciagola “Buon compleanno” e mia mamma avrebbe visibilmente voluto sotterrarsi.

Per il resto, è stata una di quelle adorabili giornate con un tempo pazzo (al quale sarà dedicato un altro post), conclusasi con il più bell’arcobaleno che noi quattro avessimo mai visto. E ci siamo passati sotto. CI SIAMO. PASSATI. SOTTO. Cioè, abbiamo letteralmente visto la fine dell’arcobaleno. Dentro Buondì. Buondì è una pentola d’oro.

Foto. Maus sopra le foto. Didascalie nascoste. Read more

Leoni puccioni + carlini slinguazzini

Questa foto è stata mandata a mia madre via Uozzap come prova della non bruttezza di Brescia.

Mia mamma mi aveva detto: «Nooo! Non andare a Brescia! Fa cagare! È la più brutta città d’Italia!!!» [N.d.R. Chiediamo scusa a tutti i Bresciani per queste opinioni sgarbatamente espresse.. perdonatela perché non sapeva quello che diceva].

E così, infischiandomene allegramente, quando l’OP ha deciso di andarsene in trasferta per cercare documenti per la sua tesi [N.d.R. La tesi è monografica, sul notissimo scultore Democrito Gandolfi. Ah, non sapete chi è? Nemmeno io. Ecco perché c’è la tesi dell’OP], io ho deciso di seguirlo come un chihuahua stalk.. ehm, come un fido segugio. E così ho scoperto che Brescia è tutt’altro che brutta. E piena di bestie pericolosissime e pucciose, come quella con il cappottino verde presente nelle foto. Ecco le foto. Read more

Cacao meravigliao e Lisboao

Azulejos. Ce ne saranno tanti.

Allora.

La mia idea è che a Lisbona gli abitanti facciano il bucato e quando giunge il momento di asciugarlo stendano fuori solo gli abiti che si intonano al colore delle piastrelle esterne della casa. Questa è la mia opinione e non la cambio (e ci sarà una sfilza di foto a provarlo).

Oggi la giornata è partita alla grande rovesciando per terra mezza confezione di maniche rigate Barilla e successivamente facendo disintegrare in mille pezzi, sempre a terra, le fette biscottate (tranquillo, Banderas, non erano le tue: le tue non si sarebbero sbriciolate mai); poi sono andata da mia nonna a costringerla a prendere la Tachipirina perché sono sicura che – nonostante i suoi reiterati tentativi di convincermi che sono solo una nipote malfidata e che lei mai e poi mai tradirebbe così la mia fiducia – da sola non la prende; successivamente ho dato da mangiare a cinque tigri affamate

Una delle cinque tigri da piccole.. ora sono tigri grandi.

e una tartaruga con l’esaurimento nervoso che la vicina mi ha lasciato in custodia (non aveva un nome preciso, così l’ho chiamata Gamberetto) (la tartaruga, non la vicina) e ora, dato che in mattinata sono anche in qualche modo riuscita a ritirare le foto sviluppate delle vacanze, ho pensato di scrivere il primo post.

Sui panni lisboeti stesi ad asciugare.

E su Lisbona in generale.

Voglio tornare là e sono depressa.

Comunque, i primi due giorni siamo rimasti in città, crogiolandoci e rotolandoci pigramente tra il nostro comodo lettone e la migliore pasticceria che io abbia mai trovato in tutte le mie peregrinazioni – no, non è un’esagerazione; i pasticcini di quella pasticceria sono la materia di cui sono fatti i sogni; incastrandoci (ehm.. incastrandomi) nei tornelli della metropolitana (cosa successa una sola volta ma che mi è valsa da parte dell’OP l’appellativo di Tappettinha Pastição per tutta la vacanza) (ok, forse un paio di volte); facendoci turlupinare biecamente alla Brasileira (se andate, prendete omelette e limonata. SOLO omelette e limonata); ordinando con grande convinzione un bacalhau à Braz in un ristorante dov’ero già stata per sentirci dire che il bacalhau à Braz non esisteva, costretti subito dopo a mangiare un baccalà di dodici chili a testa pregando che la cuoca si fosse lavata le mani dopo essere stata in bagno per venti minuti, per circa otto volte (Daniele, se mi leggi: perché quel meraviglioso baccalà che mi hai portato a mangiare era sparito?! PERCHÉ?! #lutto).

GIORNO UM
Poggiare il maus sulle immagini per leggere le didascalie – FATELO. Read more

Summer summer summer!

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Summer’s finally arrived, and what a summer! Can I get a Halleluja? Halleluja!!! It’s 37 degrees and everybody is melting and complaining besides me, I feel like I’m in my element. Aside from a very irritating dizziness. But that’s part of being a lively 27 year old going on 88. And the fact that I’m Italian, since apparently we have access to illnesses which are not even known in the rest of the world (read this to clear your mind about what the heck I’m saying). Read more

A little plane

This is just a little story about a little plane, carrying 81 little souls, that once flew upon the Tyrrhenian sea, but never got home. Instead, it lays on the bottom of the sea near the island of Ustica, a watery tomb for the 81 little souls who could never tell the truth about what happened to them.

Today it’s their 35th anniversary, I just cared to share their story.

Original post here, and if you wish to know all the facts about the little plane, please click here.

Aeroporto Bologna Itavia Biglietto Itavia Bologna-Palermo Punta Raisi Ustica 01 Ustica 07 Ustica 08 Ustica 05 Ustica 06