Flora della Tana, ovvero: quante piante ci vogliono per fare una tana tropicale

Una casa jungalicious.

♪ ♩♫ Emma Bunton – What took you so long

Domani l’OP parte per Parigi per più di due settimane e sono ovviamente sepolta nella disperazione più nera e drammatica, immaginandomi ogni tipo di catastrofico scenario possibile, quando invece l’OP, nella realtà che è vera al di fuori della mia testa, se ne starà plausibilmente chiuso tutto il tempo in qualche archivio polveroso. Quindi, per tirarmi su di morale e augurare all’OP buon viaggio (OP, quando leggerai questo post: buon viaggio, Amore bello!) ascolto musica che tira su di morale e faccio foto alle nuove piantine accolte nella Tana.

La prima arrivata è una pianta strana che non so cosa sia e che mi ha regalato mia mamma. Potrebbero essere dei muscari (pianta sconosciuta che ho scoperto ovviamente snasando in rete con chiavi di ricerca che sembrano quelle con cui la gente arriva al mio blog, tipo “bulbi fiori piccoli simili ai giacinti tuberose lilla profumati”) (quale sarà il singolare di muscari? muscaro? muscarus? muscarino?), ma non sono sicurissima. Ad ogni modo sono molto carini e profumano un sacco. Questa pianta si chiama Popcorn perché i fiori poppano come pop-corn. Ci sono altri dettagli della pianta nel post precedente.

Pianta Popcorn nella mia cucina.

La seconda arrivata è la sansevieria, anche questa regalatami da mia mamma, che è una pianta fighissima che produce ossigeno di notte invece che di giorno e quindi si può tenere in camera da letto. È grande. Questa pianta si chiama Sanzi in onore di un amico dell’OP, che per la privacy chiameremo d’ora in poi Uomo dei Panda.

Sanzi in camera mia.

Poi sono arrivate la pianta delle monete cinesi (il cui nome ufficiale è pilea peperomioides e il cui nome ufficioso non ho ancora deciso) e l’echeveria (non riesco a capire quale varietà: somiglia alla green velvet o alla Doris Taylor... a scanso di equivoci comunque la chiamerò Doris), una pianta pelosa – perché fa sempre bene avere cose pelose in giro per casa, a mio avviso – che ho comprato sabato insieme a mia mamma e all’OP.

Doris e Piantina Cinese ancora Senza Nome sulla mia scrivania provvisoria.

Doris e Piantina Cinese ancora Senza Nome sulla mia scrivania provvisoria.

Piantina Cinese Ancora Senza Nome.

Ancora Piantina Cinese Ancora Senza Nome.

Doris nel suo vaso rosa (ho comprato in realtà prima il vaso rosa con l'idea di metterci dentro una pianta grassa, poi ho trovato Doris che era perfetta).

Uccellino ciccione di cemento che mi serve come fermalibri vicino a Doris, con nocciolina fortunata che arriva dall'albero di noccioline dell'OP.

Infine è arrivata l’aloe ciliaris, che mi ha regalato la mamma dell’OP, facendo figliare le sue aloe, in attesa che la nonna dell’OP possa darmi una delle sue aloe vera (anche loro producono ossigeno di notte). Non ho ancora il nome nemmeno per lei, quindi se qualcuno ha suggerimenti sono ben accetti.

Aloe Ciliaris Senza Nome in camera mia, di fianco a Sanzi.

Aloe Ciliaris Senza Nome + Sanzi + cassettiera da me di pirsona pirsonalmente restaurata e della quale vado molto fiera e che presto farò vedere in un post a parte.

Questo è quanto per ora dalla Tana.

Ah no. Con grande disappunto dell’OP e di molti altri, mi sono fatta un tatuaggio con l’henné.

Sembro superabbronzata. Non lo sono.

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Costruzione della tana

Sono rimasta così indietro con i post sul blog che mi sento in dovere di riprendere da dove ho smesso e raccontare tutto quello che manca all’appello. Ma la verità è che non ne ho assolutamente voglia, e preferirei scrivere partendo in medias res, anche perché tanto, a meno che non ci siano valanghe di lettori silenziosi – hah hah! -, ci sono circa tre persone che leggono questo blog, e sono già tutte e tre ben informate dei fatti. Siccome, oltretutto, è il mio blog, posso fare quello che mi pare, e quindi facciamo finta che negli ultimi mesi io abbia tenuto assolutamente aggiornati tutti su quello che sto facendo, che tutti sappiano chi sono e cosa faccio, che tutti siano a conoscenza del fatto che mi sto per trasferire e sto per andare a vivere da sola, a poca distanza da dove sto ora. Read more

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